Rockambula.com – Recensione

Le città invisibili è il titolo di una famosa opera di Italo Calvino che ispira, il musicista Andrea Guzzoletti, nel suo ultimo lavoro Invisible Cities.
Ogni traccia è un luogo. Ogni luogo è una traccia. Le città incontrate sono perfetti incipit per dar vita ad uno spettro musicale incline al talento di Guzzoletti. Le musicalità elettroniche, condite da una dose strumentale puntuale, danno il giusto palcoscenico per un opera nata e interpretata per l’amico scomparso Hector Zazou. Otto stazioni, otto tappe di una mappa dell’immaginario di Andrea, tutte arricchite da melodie che abbracciano l’intero operato. Toni lenti e miti si insidiano in altrettanti toni più tesi, la tensione emotiva che trapela è disarmante. Il tappeto che dona la tromba di Guzzoletti aumenta il raggio d’azione di un intento introspettivo ed emozionale che si annoda alle chitarre di Roberto Cecchetto e ai samples di Antonio Inserillo magicamente abbracciati alle tastiere di Stefano Onorati.

Un viaggio ricco e tutto da interpretare dove ogni ascolto offre un dettaglio nuovo, una scorciatoia diversa da seguire per arrivare al concentrato di Invisible Cities. Davvero un bel disco sperimentale da gustarsi rigorosamente ad occhi chiusi.

Paolo Pavone

Rockambula.com

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