Mirrored City

Here is an excerpt from my latest album “Invisible Cities”
Andrea Guzzoletti Trumpet and Electronics
Stefano Onorati Piano and Keyboard
Roberto Cecchetto Guitar and Electronics
Antonio Inserillo Computer Programming

 

 

Recensioni Rockerilla e Rumore


Marco Polo, secondo la fantasia di Italo Calvino, descrive al Kublai Khan, le città toccate durante i propri viaggi, sebbene si tratti di luoghi immaginari.
“Le Città Invisibili”, testo del 1972 del celebre scrittore è fonte d’ispirazione per il nuovo lavoro del trombettista Andrea Guzzoletti, aiutato nell’opera da Antonio Inserillo (Computer)
Roberto Cecchetto (chitarre ed elettronica) e Stefano Onorati (tastiere ed elettronica). “Invisible Cities” trasuda di ispirazioni che vanno da Hector Zazou, a Jon Hassell, da Mark Isham a Miles Davis. L’album è dedicato alla memoria di Zazou, scomparso nel 2008, e contiene “Last City” un inedito live dello stesso assieme a Guzzoletti.


Le città invisibili del trombettista e produttore di Lucca sono otto, ispirate a Italo Calvino e dedicate ad Hector Zazou. Ad aiutarlo, cointestatari Roberto Cecchetto e Stefano Onorati, divisi tra acustiche (chitarra e pianoforte) e cibori elettronici. Ma l’elenco dei featuring è assai lungo: Kent Condon, Lawrence Jenkins e Patrick Morgenthaler, per dirne solo altri tre. A chiudere il cerchio, l’intervento dello stesso Zazou, nella ghost track Last City. Il lavoro di programming ben si amalgama non solo alla tromba di Guzzoletti, ma a tutti gli strumenti chiamati in causa, rendendo il progetto assai sinuoso e caldo, capace di spaziare dal jazz al lounge, dall’elettronica al free, dal french touch al trip hop. Per Guzzoletti la riprova di un eclettismo maturo da cui aspettarsi ancora altro.

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