Posted on Music

Invisible Cities – Recensione Musica Jazz

In questo lavoro di confine per la propria etichetta, le qualità di jazzista di Guzzoletti si fondono con i ritmi contemporanei e suggestioni elettroniche. Il lavoro è ispirato all’omonimo libro di Italo Calvino, del quale riprende l’idea del viaggio – qui mentale e attraverso realtà musicali – e l’intenzione di descrivere, conferendo loro unità, situazioni variegate, solo apparentemente contraddittorie e confuse.

Cecchetto e Onorati (con il compositore anche nell’orchestra di Barga Jazz) contribuiscono ad ancorare all’improvvisazione jazzistica una musica che risente fortemente di numerose influenze diverse e che ricorda sperimentazioni di altri trombettisti, come Erik Truffaz e – soprattutto – Nils Petter Molvaer. Pur nella diversità degli scenari, il lavoro ha una cifra ben identificabile, impressionisticamente drammatica, cui contribuisce il lavoro al computer di Inserillo. Dedicato alla scomparso Hector Zazou, “Invisible Cities” si conclude con una ghost track – Last City – registrata dal vivo a Parigi e ricca di ospiti, tra cui lo stesso Zazou.

Pollastri

Invisible Cities Buy Link

The Arch – Eva Quartet & Hector Zazou

The Arch – Eva Quartet & Hector Zazou

E’ uscito per Elen Music nel corso del 2011 l’ultimo album di Hector Zazou, “The Arch – Eva Quartet & Hector Zazou” un disco che mi vede come ospite con mia grande sorpresa ed orgoglio, insieme a tantissimi musicisti di fama mondiale. Hector mi venne a trovare a Barga nell’ottobre del 2007 dicendomi che voleva registrare alcune parti con la tromba per un suo nuovo lavoro sulla musica Bulgara, in quei giorni stavo lavorando alle musiche per i video dell’ IVECO insieme a Stefano Onorati e Roberto Cecchetto, avevamo allestito una postazione di lavoro al Barga Jazz Club, fra un video e l’altro Hector ha registrato sia me che Roberto. Abbiamo passato qualche giorno insieme ascoltando musica in particolare la bozza del mio disco “Invisible Cities”, ad Hector era piaciuta molto l’idea del disco ed anche il materiale ascoltato fino a quel momento, si era offerto di aiutarmi nell’arrangiamento e nella successiva finalizzazione del lavoro ma l’anno dopo l’ 8 settembre 2008 Hector se n’è andato lasciando un grande vuoto nel mondo della musica ma soprattutto nel cuore di chi gli era amico. Pensavo che ogni cosa registrata fosse perduta, fino a quando a novembre del 2011 mentre mi trovavo in Arizona, non ho ricevuto una mail dal Sig. Dimiter Panev che mi chiedeva tutte le info riguardanti la registrazione, in quale studio era stata effettuata ecc. E’ stato bello poter dire che la mia registrazione e quella di Roberto sono state fatte non in uno studio di registrazione da milioni di Euro ma semplicemente al Barga Jazz Club un posto sostenuto da volontari fra mille difficoltà, ma allo stesso tempo un luogo che trasuda musica da tutti i muri, in un piccolo paese come Barga sperduto nelle colline della Garfagnana, lontano dai grandi centri del Music Business mondiale.

 

Read More »

Page 1 of 7123Last »