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THE CUBE

At 10:30 or so, I wandered back down the Middle Road, past the Casa Cordati again, past the ragazzi kicking a soccer ball around the campo before the Teatro, rounding the corner into the Piazza Angelio. The cube was aflame now, an eery interior light bursting through its orange skin. It pulsed with the music of Guzzoletti and Venturi – harmonious yet cacaphonic, rhythmic yet jarring, echoing the sonic contradictions of cities real and cities imagined.

Keane and Da Prato were furiously painting, covering the cube’s four visible faces with immense mandala-like designs in blue, black and gold, climbing wobbly ladders to reach the upper storeys, sprinting to a nearby table to mix colors, refill their buckets and change brushes. Keane kept his eye on a stopwatch. The minutes ticked away in a manic rush, time flinging itself forward towards the appointed deadline of 61 minutes and a single second.

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Invisible Cities – Dedicated to Hector Zazou – Even Eights Records 2010

In questi giorni sta uscendo sui principali portali il mio disco “Invisible Cities” in formato digitale, e per la fine di settembre inizi di ottobre sarà in distribuzione fisica anche nei negozi di dischi. Il disco Invisible Cities nasce come lavoro legato alla lettura del libro “Le Città Invisibili” di Italo Calvino, come nel libro si tratta di un viaggio spesso mentale attraverso città che non hanno riscontro nella realtà.

Il Libro:
Protagonista è Marco Polo che, alla corte di Kublai Khan, fornisce attraverso i suoi dispacci al Sovrano, le descrizioni delle città che vengono toccate dai suoi viaggi all’interno dello sterminato Impero: in queste narrazioni parla degli uomini che le hanno costruite, della forma della città, delle relazioni tra la gente che le popola e la forma architettonica delle città stesse. Read More »